abstract da Avvenire – inserto “Il Consulente” del 30 maggio 2018 – Il volontario secondo il Codice
di Paolo Alessandro Pesticcio
(…) Il fil rouge della riforma è stato senz’altro quello di operare una revisione della frammentaria
normativa che regolava gli enti del Terzo Settore giungendo ad un complessivo riordino della stessa, anche attraverso una semplificazione delle numerose e, in taluni casi, contraddittorie disposizioni esistenti.
Nel contesto di questo generale riordino sono state introdotte talune disposizioni applicabili in maniera trasversale a tutti gli “ETS”; tra queste, soffermiamo la nostra analisi su quelle che regolano la figura del “volontario”, cercando di delineare, da un lato, taluni tratti distintivi di tale figura e, dall’altro, alcune criticità che la nuova normativa si ritiene potrebbe generare.
Il volontario nel Codice del Terzo Settore. Il Titolo III (artt. 17-19) del Codice, si occupa del volontario e dell’attività di volontariato in tre articoli ricchi di novità e di specifici intenti.
L’articolo 17 rende subito edotti della grande novità contenuta nel novello Codice, consistente nell’introduzione di una regolamentazione, trasversale tutti gli Enti di Terzo Settore (ETS), della figura del “volontario”. (…)
In relazione a tale ultima indicazione, particolare attenzione deve essere posta al comma 4 dell’articolo 17 che introduce la possibilità per il volontario di chiedere il rimborso delle spese sostenute per l’ente anche a fronte di «una autocertificazione resa ai sensi dell’articolo 46 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445» se l’importo rimborsato non superi i 10 euro giornalieri ed i 150 euro mensili e l’organo sociale abbia precedentemente adottato una delibera sulle tipologie di spesa e sulle attività di volontariato per le quali sia ammessa questa modalità di rimborso. (…)
Il volontario nelle OdV ed APS. Il volontario e l’attività di volontariato sono nuovamente richiamati negli articoli da 32 a 36 del novello Codice, con specifico riguardo alle Organizzazioni di volontariato ed alle Associazioni di promozione sociale.
Come nella legislazione previgente, anche nella novella disposizione le OdV possono assumere lavoratori dipendenti, o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo o di altra natura esclusivamente nei limiti necessari al loro regolare funzionamento oppure nei limiti occorrenti a qualificare o specializzare l’attività svolta; tuttavia, diversamente dalla legge 266/1991, viene specificato che il numero dei lavoratori impiegati nell’attività non può essere superiore al 50% del numero dei volontari (…)
L’assicurazione e il registro volontari. Gli enti del Terzo Settore che si avvalgono di volontari
nello svolgimento delle attività di interesse generale, devono darne conto in un apposito Registro. Il Registro dovrà contenere tutti i volontari “non occasionali” che operino a favore dell’ente (soci, associati e non) (…)
Conclusioni. Il Codice introduce e regola in maniera trasversale il volontario negli Enti di Terzo Settore. Il filo conduttore di questa Riforma, volto ad introdurre una normativa comune agli ETS, fatte salve talune specificità dei differenti enti, è stato perseguito, anche in tale ambito, generando con tutta probabilità qualche criticità non di poco conto che potrà divenire palese con la piena applicazione del RUNTS (…)



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